Con gli occhi ai tramonti

Forse perché i tramonti richiamano solitudini,
rimandano incertezze
per quel lento dipanarsi di rossi accesi
in strisce tremule, cangianti fino al buio.
E se non mi stupisco più di nulla
è perché ogni centro lo so smarrire il suo tripudio.
Guarda come tutto muta, come nulla si fermi più di tanto;
mi interpella un transito come di vento
che scarnifica rami,
come d`acqua che confonde le impronte.
Solo i nomi resistono,
somiglianti al respiro di un'ombra
per lo scarto di forme
che non sai ricomporre,
per l'ubiquità di corpi a non dire dove,
quale senso di lutto quella transumanza
che sconfina dove non arrivano gli occhi.
©
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L'autore
Anna62
Commenti (3)
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Maria Luisa Bandiera18 agosto 2016
Che dire Anna, tremendamente nostalgica e bella questa tua lirica che più nostalgicamente non si può, accompagnata anche dalla voce di un violino che ne interpreta rigo per rigo ogni parola senza toglierne l'importanza, anzi ... rendendola voce ...
rosanna gazzaniga26 agosto 2016
L'evanescente fisicità di chi non è più accanto a noi evocata da un tramonto... versi bellissimi che emozionano! Chiusa stupenda.
e
emiliapoesie398 gennaio 2017
versi teneri e toccanti, la solitudine al tramonto è un'accentuarsi del bisogno d'avere la persona cara al nostro fianco, forse per la bellezza e senso d'infinito che si percepisce ci si emoziona e si ha il cuore colmo d'amore. apprezzatissima.


