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Morte 24 agosto 2016 · lettura 1 min · 635 letture

Il muro

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Quid 5 poesie pubblicate
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Eccomi, dunque. Sono qui, da così tanto tempo da aver dimenticato. In questo vicolo cieco, solo pochi sporchi detriti, suoni cupi lacrime versate. In lontananza l'eco delle voci dei miei amici, degli amori perduti lontani, nella grande strada principale. Eccomi, dunque. Con la fronte che spinge, nel patetico sforzo di sfondare un muro. Il corpo negli anni si è deteriorato, la pelle rinsecchita, imbiancata, i muscoli calati di mole. E mentre una parte di me, tra le lacrime, implora di opporsi a questa impasse di tornare indietro di vivere io la ascolto e imploro invano al mio corpo di muoversi. Eccomi, dunque il muro è ancora qui, intatto. La mia fronte, insanguinata, si deteriora nella spinta mentre la disperazione, il dolore, mi consumano la storia della mia esistenza si consuma in questo luogo desolato. Un altro giorno è passato.
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Commenti (1)

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Triste24 agosto 2016

La storia si ripete. Alzare barricate sembra l'unica soluzione ai drammi che si consumano davanti ai nostri occhi. Migranti che vagano in questa Terra che dovrebbe essere di tutti ma che l'arroganza di pochi decide di recintare. Eppure interi popoli chiedono di passare, donne bambini, uomini impauriti del passato, del futuro e purtroppo anche del presente, fermato da un muro di filo spinato che taglia la carne del fratello e le coscienze di coloro che guardando tale scempio... piangono.