Ho visto dei razzisti al mare
Hariseldom
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Quel giorno il mare era piuttosto mosso
torme di turisti con i bigodini
il solito venditore di palloncini
l'artista sulla sedia a dondolo
un gatto sulle gambe di una contessa.
Mentre il bagnino flirtava con la signora
suo marito grasso e sbiadito
sbraitava del governo e degli sbarchi
diceva che ai tempi della buonanima
non c'erano negri e clandestini.
Nel dire queste cose lui fumava
un sigaro toscano pestilente
mentre sua moglie faceva la gaudente
e il bagnino non curate la toccava
tanto lui non le badava.
Mentre quel razzista dall'aria triste
scorreggiava con la bocca e con il sedere
parlando della maleducazione degli stranieri
lui che a Trastevere ha un ristorante
e paga quattro lire un emigrante
uno che gli cucina da mattina a sera
e di nero c'è che non lo assume.
La contessa sorridendo gli dava ragione
salvo tapparsi il naso per quella puzza
mentre il gatto storceva anche la bocca
e aveva una gran voglia di graffiarlo
ma i gatti si sa son gente furba
furba come un evasore di borgata.
Intanto la moglie si era infrattata
con quel bagnino di colore
venuto da lontano a far la fame
che decise di vendicare la sua gente
così come "bomba lanciata contro ingiustizia"
si fece la moglie di quel razzista.
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Hariseldom
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