Introspezione in sonetto
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (2)
Il poeta, penso, abbia una sensibilità ed una percezione particolare. Interpreta un po’ il “sentire”dell’umanità. Si fa portavoce di stati d’animo e sensazioni che appartengono al“mondo”e in questo suo“brusìo mentale”esprime gioia per liete ricorrenze e dolore per eventi tragici, quanto inaspettati. Ora, al verificarsi di eventi ed episodi sconvolgenti, naturali e non, culminanti in disastri e morti, assistiamo al manifestarsi di un fenomeno, che definirei di massa, in cui tutti muovono, quasi a voler sostenere una gara, verso quello scrivere o descrivere un dolore estremo, a malapena tollerato (così sembrerebbe…). L’introspezione del Poeta ci spinge a riflettere e a domandarci: quanto è vero, sentito, intenso, lacerante quel dolore che diciamo di provare?
Non si può fare ... però si può imparare la fiducia, se poi tradita, poco importa! Non è ciò che sono gli altri che potrà cambiare il mondo ma ciò che siamo noi ... e, ragionando in questi termini, il dado " sarebbe " " tratto ". Ottima introspezione, da pensarci su molto e da riflettere di più!

