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Amore 30 agosto 2016 · lettura 2 min · 2360 letture

Quando Dio pensò a te

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Vincenzo Liguori 40 poesie pubblicate
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Quando Dio pensò a te non sussurrò, non bisbigliò ma iniziò a cantare a danzare a urlare di felicità. E gridò così forte che nacquero le correnti d’aria. E pure il primo sbattere d’ali di farfalle. E nacque pure il vento... e con i mari e le stelle. E quando Dio pensò a come doveva essere il tuo respiro il vento prese forma: si allungava e si piegava, si curvava, si abbassava e circolava e si rigirava. Fu in quel momento che Dio s’accorse del suo respiro. Ed esultò ancora più forte dicendo: “sia il cielo”, “sia il giorno”, “sia la notte ...e le sabbie dei fondali e delle terre...”; le acque iniziarono così a scivolare, la pioggia cadde e i temporali presero... forma... il cielo si distese. E quando iniziò a scendere la pioggia, Dio pensò ai tuoi capelli; e Dio si divertì ancora di più. Insieme a Dio si divertirono le acque che non erano ancora domate... e non avevano un nome e furono chiamate mari, fiumi, torrenti, laghi, ruscelli. E fu in quel momento, quando scoprì che l’acqua rinfrescava la pelle, che Dio pensò ai tuoi occhi, ai tuoi capelli, alla tua carnagione, al tuo sorriso... alla tua bocca; separò allora le acque dalla terra e la terra dal cielo; iniziarono in questo modo, per la prima volta, a spuntare qua e là fiori e piante di ogni grandezza e altezza; montagne, albe e tramonti e colori e odori... E quando Dio pensò a te distesa sotto il cielo s’accese un cerchio giallo di gran fuoco nel cielo e tutta la creazione apparve nella sua bellezza e nella sua grandezza Questo successe quando Dio pensò te
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