Sono io?
Spietato,
mi incateni con il tuo lucido
riflesso.
Le braccia lungo i fianchi,
Sono io?
Cerco nei miei occhi un bagliore
qualunque.
Anche quello delle lacrime.
Sempre più grande questa frattura
che lacera, che stride.
Sono io?
Lascio scorrere le gocce
bollenti
sulla pelle.
Scivolare via, una goccia fra tante.
Fugace riflesso, mi guardo e vedo.
Sono Io.
©
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L'autore
Giovanni A
C'è ben poco da dire su di me. Così poco che è quasi superfluo scrivere queste parole, e leggerle. Una vita breve, ferite profonde, e molto silenzio. Una commovente, ingenua fiducia nel genere umano, tramutatasi lentamente in... cinismo è un termine forse troppo forte? Molte cose da dire -da urlare- e troppo pudo
Commenti (1)
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S
Sanzi14 settembre 2016
Veramente molto bella la poesia; forse c'è una dolcezza speciale nel dire -sono io-, anche ciò che è più difficile o terribile nel dire -sono io- è costretto a venire un po' a patti con quella dolcezza, come un ritorno, questa l'impressione