Un presagio d'autunno

E' in concerto l'instabile tempo...
lampi e tuoni son diretti
dal vento.
Di violetto si screzia
e rimbrotta
e quel ciel par che spacchi
con boato o gran botto.
Ed è fuga
dell'ali al riparo
e solo ardito è quel corvo che gracchia
mentre a oriente
quel fronte s'oscura.
Quanto lugubre il sibilo
dilagante nell'aria,
quasi lupo solingo che ulula...
quanto sferza improvviso e trascina...
Quel che bussa è d'autunno
un presagio
e mentre assorbe malinconico
un plagio,
delle foglie è precoce
il congedo dai rami.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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