Non vita
Francesco Falconetti
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Questa non vita che sempre più t’appartiene
e che pari percepire nella sua essenza
fa sbiadire, pian piano, la tua immagine, le tenerezze
che, pure, hai dato,
scolpite dal ritmo dei tuoi respiri, lenti.
Ti ricordo così, bambino, mentre zittivo i miei pensieri,
illuminati dal canto del tuo compagno,
che (sempre) t’ha amato.
Ora, ancora, illumini il suo volto ragazzino
che innamorato ti guarda (ancora), quasi incosciente del tramontare
dei tuoi sguardi sempre più assenti.
Mentre l’alba raggiunge la sua nemesi.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (1)
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L
Loreta Salvatore4 settembre 2016
Una riflessione intensa che svela le intime fragilità e la memoria del tempo perduto. Opera molto apprezzata per il valore formale e contenutistico.
