Percezioni
si ha uno spazio
e la terra accoglie piangendo:
qualcosa non è andata, che si è rotto?
spazio registrato, un peso un viso
il bisogno che consuma
ciò che manca per desiderio cerca
come l’ape nel fiore, autocoscienza
schiavitù d’apparizioni?
lo scarto che fa in amore appaga in libertà,
qui e altrove, l’informazione antica
trasmuta in delirio di sapersi finzione
ci fu un tempo allargato all’esperienza
un tempo di sonori e cubi
un tempo di dadi e analogie
confronti e scontri
simboli racchiusi in sfere d’impulsi,
che vibrava il vaso dentro la sua quiete!
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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