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Sociale 12 settembre 2016 · lettura 1 min · 1607 letture

Quando tacciono le stelle

Davide Ghiorsi 180 poesie pubblicate
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Quando tacciono le stelle e si adombrano i lampioni vien la notte e si distende sopra ai volti dei barboni. E ogni ruga è una scommessa e ogni ruga è un'illusione è una vecchia principessa che non apre più il portone. E ogni giorno è uguale al giorno che si persero le piume è un pugnale sullo sterno che non fa brillare il lume. Quando tacciono le stelle e si adombrano i lampioni entra il freddo nelle ossa ricoperte di cartoni. E la notte si fa spiedo ed il freddo si fa lama per sfamarsi del silenzio d'una strana forma umana. Ed io ascolto il mio respiro sol coperta sulla pelle mentre gemono i cartoni quando tacciono le stelle.
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Davide Ghiorsi
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Commenti (3)

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Merlino12 settembre 2016

un tema a noi caro, trattato dall'autore in un modo che dona dignità a uomini che hanno perso tutto. La tenerezza avvolge questo scritto e ne fa una pregevole opera

Cristiano De Marchi12 settembre 2016

E' con semplice e umana sensibilità che argomenti così intensi e delicati diventano grandi e possenti macigni appoggiati sulle nostre spalle e sulle nostre coscienze. Quando tacciono le stelle si percepiscono solo i rumori del silenzio dipinto sui volti di chi non possiede più nemmeno il cielo...

Umberto De Vita13 settembre 2016

I barboni sono soltanto persone sfortunate e bisogna portagli rispetto. Una lirica che ritengo non solo bella, ma nobile.