Un vecchio gessano
Un corpo spossato sulla panchina appoggiato
un volto scavato dal tempo e annerito dal sole
un cappello sul capo, inclinato di lato
la barba un po' lunga e poco curata
Due occhi socchiusi, il baston tra le mani
il suo sguardo profondo a penetrare il domani
due gambe inarcuate, due mani rugose
la bocca dischiusa, il respiro affannoso
Oh vecchio gessano tu sei un monumento
rappresenti la storia ma vivi il presente
e perciò sei l'emblema del passato vivente
Fatica nei campi, guerra, emigrazione e dolore
ma sempre con la speranza di un futuro migliore.
Minatore nel Belgio, in Svizzera muratore
nelle fabbriche tedesche hai mostrato il tuo valore
Miniere e cantieri all'estero hai provato
per il futuro dei tuoi figli hai sempre lavorato
Se il tempo lentamente il tuo volto ha segnato
il lavoro insano ben presto il tuo fisico ha minato
Tanti gessani come te sono caduti
loro il tuo presente non hanno goduto.
Ma tu, pur sofferente, sei ancora sulla panchina
e a goderti il presente ci vieni ogni mattina
È un tuo diritto, lo hai conquistato
sei stato un combattente e lo hai meritato
Mi fermo a guardarti e il mio pensiero vola
intorno a te compare la tua generazione.
Una generazione che si è tanto sacrificata
che merita per questo di essere ricordata
©
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L'autore
Mingo Di Falco
Sono un ex preside di scuola media. Solo da poco ho iniziato a scrivere alcuni componimenti, partendo da riflessioni sulla realtà ambientale e socioculturale della mia origine. Sono abruzzese di nascita. Ho fatto i miei studi a Padova dove sono rimasto. Da pensionato torno nel mio paese d'origine più spesso e per lungh
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