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Famiglia 3 ottobre 2007 · lettura 3 min · 1415 letture

Nonna

M
Michele Serri 398 poesie pubblicate
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Non mi è difficile rivederti mi basta chiudere gli occhi e lente ma profonde riappaiono tante immagini intensamente incise in me non ho mai cessato di vederti quante volte sei riapparsa nei miei sogni come se tu fossi nascosta in un angolo buio della casa come da tutti dimenticata ma eternamente viva e che scendevi di notte silenziosamente e di soppiatto ed io che con stupore ti vedevo ah ma allora ci sei ancora quasi mi sentivo di esclamare erano solo sogni ma erano sogni così forti che anche adesso ad occhi aperti fatico a pensarli solo sogni tante volte mi son chiesto quanto di te sia entrato in me con nessun altro di quanti m’hanno marchiato a fuoco sento similitudini come sento con te sei anzi forse la sola con cui sento similitudini come se molta parte del tuo spirito si fosse radicata in me ma cosa ci sarebbe di strano se davvero così fosse? nei miei anni più importanti sei stata la persona più vicina l’unica persona a cui potessi riferirmi con certezza e serietà eri un pilastro di serietà ti ricordo sempre arcigna e severa non esiste in me ricordo di le leggera e sorridente solo nelle tue parole sentivo la certezza della coerenza era certo una coerenza via via sempre più lontana dalla mia ma ero certo delle tue parole e con te non vivevo inganni con te per anni ed anni ho condiviso i miei sonni mi coinvolgevi interamente nel tuo mondo di fede e di preghiere rivedo quei grandi dipinti risaltanti dei loro colori forti sui muri della tua camera il sacro cuore di Gesù e san Giuseppe morente rivedo i tuoi comodini invasi dei segni della tua fede vangeli messali santini ogni sera le nostre voci fluivano nella stessa preghiera o certi giorni quando sgranavi il tuo rosario e ripetevi sempre la stessa litania ricordo una camera austera severa ed imponente una stanza piena di segreti che la mia curiosità infantile voleva svelare appassionata animoso spiavo i tuoi segreti monete antiche e preziose scritture di un lungo passato arzigogolate e stinte ed in esse la mia fantasia viaggiava cercando le tue radici che sentivo parte delle mie ogni volta che riaprivo quei cassetti era sempre un piacere nuovo come se ogni volta avessi ritrovato il mio tesoro vestivi sempre in nero il grembiule fino ai piedi sembravi sempre in lutto un lutto lungo una vita era certo nel tuo sentire la vita tale a un lutto era molto grande il tuo senso del dovere e certo t’era ignota l’esistenza del piacere sempre severa e seria tenace e autoritaria era tuo il dovere di far tutto funzionare eri un’instancabile formica che alacre ed ostinata compensavi e rimediavi al frinir delle cicale ti rivedo a capotavola la lunga tavola di marmo eri il centro della casa la sua sola vera guida non potevo capirti allora forse lo posso adesso dentro quel marasma eri la sola coerente e giusta il mio solo appiglio a cui tenermi stretto chissà se è stata una salvezza oppure una condanna?
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Commenti (1)

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Triste4 ottobre 2007

Bellissima introspezione che scava nel passato per riportare alla luce una figura severa e allo stesso tempo vera... forte della propria coerenza: la nonna... su cui si aprono immagini sfuocate ma sempre nitide nel cuore dell'autore... che sa regalare, con estrema dolcezza, piccoli grandi ricordi che richiamano altri ricordi... quelli di chi legge. Severe o dolci, le nonne lasciano una scia indelebile del loro passaggio nella nostra formazione e non si può non ricordarle con una nota di malinconia.