L’attesa
Francesco Falconetti
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Correva per le strade, lungimirando il mare,
rincorrendo quelle fantastiche bianche dune del lungolago
che il vento accarezzava.
Soffiavano le nuvole, stagliando i bagliori tenui del mattino,
cullati dal riverbero del cielo
confuso tra i fiori rosseggianti dei campi.
Era così lontana l’autostrada che portava al nord, poco distante,
e quei m’ama- non- m’ama risuonavano come cinguettii bambini
di usignoli sognanti.
Era quel silenzio,
accompagnato dalla frescura del crepuscolo,
che poi l’accompagnava a casa ad ascoltare l’esile crepitio del camino
preannuncio del rito della sera
e dei (dolci) baci
della sua mamma bambina.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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