L'Ode del Porcello
Canto l'ode del porcello,
che insaccato è tanto bello!
Altro ch'ostriche e caviale,
ci s'abbuffa di guanciale!
Con salame e mortadella,
con mocetta e salamella,
con pancetta e con porchetta,
guai ad usare la forchetta:
chi la man non vuol sporcare,
non è degno di mangiare!
A chi cade ai mussulmani
per disdetta fra le mani,
più convien perdere il collo
che scordarsi il capocollo.
Cotto o crudo il buon prosciutto
s'ha a mangiare proprio tutto;
muoia tosto sotto un masso
chi disdegna il sacro grasso!
Cotechino o culatello
certo eccita il cervello,
fra luganega e salsiccia
certo v'è parecchia ciccia
e anche coppa e sanguinaccio
non son mica poi malaccio;
ma il più puro è solo il lardo,
che del porco è lo stendardo!
Tutto s'usa del maiale
-è il più nobile animale-,
non si butta proprio niente,
come sa la brava gente.
Chi lo scorda è un gran marrano:
vade retro, vil vegano!
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