Nel dolce divenire

In quel dolce divenire
di sillabe crescenti
la vita giustifica
la sua stessa esistenza.
Nel rapido apparire
di un sorriso da una lacrima.
Le parole vorrebbero
trattenere il ricordo
raccontare le emozioni
fermare il tempo,
ma non sono capaci.
Come il vento trasporta
il suono delle stelle
e il mare culla
della luna il riflesso,
così l'inchiostro
solletica il foglio
delle mie emozioni,
le custodisce trasformandole
e le allontana da me.
Ad ogni nuovo incontro,
il loro volto
sarà diverso,
il sapore mutevole,
confortante alle volte,
altre irritante,
spesso familiare,
altrettanto spesso
ignoto.
La vita, del resto,
è di questa natura,
un sogno di fragili emozioni,
costantemente sconvolto
da un mattino di sole e
un improvviso acquazzone,
da un libro scovato e
un saluto fra i denti,
da un abbraccio sfiorato e
un accordo suonato,
da discorsi compresi e
frastornati silenzi,
da uno sguardo d'amore e da
rabbia improvvisa,
da pensieri intricati e
intriganti carezze.
Ma in quattro parole
la terra si ferma
ed è il sole a girare,
il grigio scompare.
Il frainteso è compreso,
sensato è il labile,
granitico il ricordo,
scolpita l'emozione:
"sei il mio angelo".
©
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L'autore
DaviD
Vivo di passioni fulminanti. Le brucio con veemente intensità, la storia, la chitarra, la poesia, insieme al calcio che è la croce mia. Alcune poi ritornano pressanti. Ormai dovrei saperlo alla mia età. Perció finchè m'aregge e nun m'annoio, v'ammorberò co' quarche mia poesia nell'illusione de fa' spunta' un sori
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