Ubriaco del niente
Pier Giorgio Cadeddu
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Emarginato dall’ agonia svogliata delle luci di piazza
disquisendo di un esistenza usata attraverso la strada
filosofeggio incomprensione tra una pioggia copiosa ed un letto caldo;
non avendo di meglio che qualche idea balzana
aspetto la città all’angolo dei miei pensieri
ricoperti di nuvole e rumori ubriachi.
Mi sento intruso ed impalpabile nel dubbio dell’aurora
e usando come sempre,
la mia penna spezzata per scrivani,
chiedo ausilio ed asilo al tuo ricordo
come gatto bianco distratto dopo il girovagare
tra gli amori e la luna.
Dietro chiazze di vita scivolose e ipertrofia dell’ego,
raccolgo dignitosamente la mia recente umanità da giornale,
per sopravvivere in fierezza anche a quest’alba;
proverò zampettando il mio orgoglio residuo,
un piccolo ostinato amore celato alla realtà,
per andar via contromano e di bolina
tra marosi e sentieri di un asfalto abusato
in fuga e solitario,
navigando di un sogno e il suo fantastico contrario .
©
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Pier Giorgio Cadeddu
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