La sindrome dell’ovvio
Max Ray Springsteen
20 poesie pubblicate
+ Segui

E’ difficile comprendere la sindrome dell’ovvio
tanto meno puoi curarne la complessità irrisolta
ma puoi fingere e ammirarla col candore di un infante
che rincorre le illusioni lungo il viale del tramonto.
Ho provato ad inventare nuovi codici d’accesso
sublimando senza resa quelle immagini distorte
nella mente spalancata da un respiro silenzioso
più letale di un abbraccio tra l’attesa e l’orologio.
Ma la neve ha frantumato ogni rigurgito del buio
e l’inerzia ha fatto scempio del mio ultimo pensiero
così ho ucciso la mancanza con un battito di ciglia
risvegliando il nuovo giorno su una pagina sgualcita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Max Ray Springsteen
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Laura Mura24 ottobre 2016
Questa versi, seppure di una musicalità soave, mi hanno lasciato una sensazione di disincanto, difficile da spiegare.
M
Marina Como17 giugno 2017
Il disincanto ma soprattutto la mancanza di una qualche emozione da vivere con lo stupore del bambino che permea la poesia ne fa un inno al mal del vivere come poche. Due sole quartine per descrivere una vita non vissuta se non nella attesa della fine: la vera resa che non ci permette neanche di sentire se siamo vivi (respiro silenzioso). Nessuno stupore, neanche a pensare le cose in maniera diversa, un vivere in un continuo dejà vù dal quale si tenta di uscire come da un labirinto. Agonizzante e terrificante.

