24 Agosto 2016
alarico bernardi
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Il golf azzurro del cielo s’è impigliato
a cespugli di nuvole corvine
che l’hanno scolorito, e poi strappato,
mettendo a nudo i graffi delle spine.
Spinge il vento la pioggia sulle alture,
mentre s’affanna a ritrovare il sole.
E’ a lui che svelerà le sue paure,
e la sciagura che gli morde il cuore.
Lacrime intanto iniziano a cadere
sul pallore spettrale della sera:
si spegneranno infine nel braciere
di una notte silente e menzognera.
S’ode lontano il pianto di un bambino
avvicinarsi ai borghi addormentati,
e una saetta percorre l’Appennino,
accolta da collerici latrati.
Esplode un tuono tra gli alti campanili,
e l’universo sembra vacillare.
Le greggi abbandonano gli ovili,
quando ad oriente inizia ad albeggiare.
Il gemito del bimbo s’allontana,
svanendo in una bolla di sapone.
E una scossa possente, disumana
lascia trionfare morte e distruzione.
Oh madre terra, prodiga nutrice
perché hai tradito chi ti ha sempre amato?
Chiedono affrante le genti di Amatrice
che una risposta avrebbero apprezzato.
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L'autore
alarico bernardi
Alarico Bernardi nasce a L’Aquila il 10 aprile 1953, da un’antica famiglia aristocratica. All’ombra del Gran Sasso d’Italia, inizia a farsi conoscere per la naturale propensione alla scrittura. A soli dieci anni, la passione per la montagna lo spinge a comporre i versi della poesia “Il pallone”, in cui si possono legge
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