Randagi
Orecchie a filtro di rimpianti
cuore a scrigno di paure
pelo in guerra fratricida
e passi a scatti molleggiati
come a non voler essere
di peso alla terra ostile,
sempre pronti a schivare
parole, vento e mimiche,
non sanno dove andare
il pensiero non sa volare
la storia vera non li aiuta
e abbaiano per ricordare al tempo
che si sono anche loro
Il sole è un nemico
illumina e cucina ferite
e le dà a mosche e bastoni
invece con la luna misteriosa
rientrano in partita
ma si fa vedere poco
Unico portafortuna
fiducia in se stessi
e quando bevono
digrignano al riflesso
minaccioso a rubargli l'acqua
Rifiutano carezze
le mani sono catapulte
tradiscono anche le pietre
raccolte si credevano souvenir
Nemici dei lupi
e cacciati da Giuda,
nutriti di tremori e scarti
nascosti dietro ombre di vetri
con la coda a bussola di minacce
e a bersaglio di mille colpe inventate
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