L'artiglio del Leone

Ora geme il vento
sulle tue corde tese,
nei violini d’ebano e mare.
Il suo flebile lamento è chiuso
nei mulini di grano svuotati.
Nei deserti giacigli
non si edificano più monolitici altari
di carne e paglia.
Dov'è l'invisibile lama del respiro
che taglia la gelida aria?
Racconta dei nostri giorni
dal caldo ruggito.
Quando a sangue graffiava
l’artiglio del Leone.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paola Galli6 novembre 2016
versi intensi e significativi! parlano d'amore che è potenza e debolezza, è forza e fragilità allo stesso tempo
