Apolide
Bartolomeo Errera
49 poesie pubblicate
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Della mia terra nulla resta
anche l’ultimo lembo è perduto.
Il respiro non ha altre finestre
e fuggo con quello che non ho più.
Apolide dei miei stessi sogni
metto i passi tra il fango e le tende.
Non ho più bandiera né patria
e sopravvivo della misericordia di chi,
pur avendo paura, ha lasciato aperto
uno spiraglio di porta e un brandello di pace.
Invisibile, scomodo, sospeso tra nazioni
per le quali sono un fratello diverso.
Apolide di me stesso raccolgo
a mani a coppa la misericordia
che donerò ai miei figli, violati e violentati.
Scavalcherò fili spinati e frontiere di fucili
per un pugno di terra e di pane dove crescere
quei sogni strappati con le armi,
li coltiverò sulle terre concesse
dalla misericordia di altri fratelli.
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L'autore
Bartolomeo Errera
Commenti (2)
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Luciano Capaldo5 ottobre 2016
Una lirica che commuove tanto è pregna di dolore e sconforto ma nei cui versi si intravede uno spiraglio di speranza di fede e di libertà proprio per liberare quell'apolide di se stessi. Una forza poetica che coinvolge il lettore. Eleganza ed efficacia in questa stupenda lirica. Complimenti.
Matilde Marcuzzo5 ottobre 2016
una gioia tutta in corpo ...par quasi colpirmi... uno schiaffo di amore, un colto messaggio che mi bagna l'anima. bravo FIOCCO


