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Morte 8 ottobre 2016 · lettura 1 min · 732 letture

As... solo

Michelangelo Cervellera 17 poesie pubblicate
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Avrei voluto carezzarti per l’ultima volta, poggiare la tua testa sulle mie tremanti gambe, respirare il tuo odore, toccare il tuo ventre come in un adagio lento. Avrei voluto sussurrarti  suoni d’acqua, profumi di terra, caleidoscopi di colori del giorno e della notte, del freddo vento. Avrei voluto stringerti, un ultima volta, l’ultima volta,  prima di chiudere gli occhi, lasciandomi assaporare l’amaro fiele della rabbia. Avrei voluto accompagnarti lentamente, aprirti la porta come per gioco in questa ultima corsa, nascondendomi per rovesciare dolore nell’inferno liquido del pianto. Avrei voluto... ma non ho potuto, non sapevo che aprivi  la porta senza me, ne una carezza dalle mie mani, ne un sussurro dalla mia voce, ti hanno accompagnata. E ora germina rigoglioso il dolore, come gramigna invade ogni zolla  del mio esistere, rimane solo lo spazio per far nascere crisantemi sulla mia coscienza.
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e'una poesia del 2008 quando la mia "cagnaccia" un pastore tedesco di nome Ayla mi lascio. non c'è la categoria "tristezza"

L'autore
Michelangelo Cervellera

Scrivo perché mi libera il cuore dalle catene della quotidianità, scrivo attimi di esistenza nella tempesta della mia coscienza, scrivo semplicemente perché dopo averlo fatto mi si placa l'inquietudine.

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