La Sete Dello Specchio
Massimiliano Ruggiu
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Abbandono questo palco dalla musica stonata
preferendo il mio respiro sul tappeto del silenzio
tra le mura sempiterne di una stanza impolverata
dai frammenti del mio corpo che rigurgita l’assenzio.
Non m’importa di finire dietro l’indice del giusto
col sorriso tra le labbra ed una lacrima nel petto
perché il volto del dolore pare sia il peggior difetto
da nascondere agli sguardi che trattengono il disgusto.
La finzione è più importante del reale disincanto
ma l’abbraccio dell’inverno non riscalda come il fuoco
e la sete dello specchio non svanisce con il pianto:
resta lì, sotto la lingua, per timore e un po’ per gioco.
Questa vita ha una scadenza, come il sangue già versato
sulla piega del tramonto che ritorna come un vizio
mentre all’ombra del risveglio cresce il seme del giudizio
per fiorire minaccioso tra la corda ed il Peccato.
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Massimiliano Ruggiu
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