Caino io (modestamente)
Francesco Falconetti
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Scorrono le nocche ossute scivolanti tra le dita,
assaporando, anch'io, quel sacro gusto d’intenzioni mancate (tendenzialmente aspro)
che muta Abele in Caino,
così fresca di bucato è ancora, lei confusa,
di chi annegando chiede aiuto.
E tu lo guardi, (come un saluto) gli porgi la mano
mentre
sparisce, incredulo, tra le onde del mare.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
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