Vedrai!
Oh, non gli mancava certo l'ironia!
Quando all'improvviso esclamò:
“lo vedrete, prima o poi m’accoppo”
se ne uscì fuori così - in tono scherzoso
e gli amici a dirgli di smetterla
di fare lo sciocco.
“Prendo una corda e m’impicco,
verrà bene quel giorno!”
-io solo non risi-
non lo conoscevo poi molto
ma un brillio degli occhi
una malinconia - un vuoto
mi fecero esclamare allarmato:
“ma insomma, che dici?
La tua vita è importante
potrebbe andarti assai peggio
non va poi male in fondo!”
Mi guardò stupefatto
non conosceva i miei inverni
come potevo io comprendere
quel suo dolore profondo?
Era un sabato di pace
una mattina di azzurro
con il sole che sembrava posato
su una corolla di nuvole
perciò ci guardammo attoniti
quando avvertimmo come un tuono
alla lentezza rugosa della corda
egli preferì il metallo
la rapidità di uno schioppo
quello che si mise nella bocca
prima di lasciarci un po' più soli
a lottare nel mondo.
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L'autore
Marco G Maggi
Nato a Tortona nel 1968, vive in provincia di Alessandria. Sue poesie sono state pubblicate su numerose antologie, in blog e siti di riviste culturali oltre ad avere ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi e premi letterari. Nel febbraio 2014 ha pubblicato la sua prima silloge, intitolata “Punto di fuga”, presso
Commenti (1)
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Luciano Capaldo11 ottobre 2016
Un caso di suicidio che lascia impietriti. Vicende di questo genere oggi sempre più frequenti. Però alla pace, forse, che acquista chi a questo estremo gesto giunge fa da contraltare la difficoltà di superare l'incomprensione, il disagio civile e morale, e spesso quasi la vergogna. Una lirica che ho apprezzato tanto per le riflessioni a cui induce.
