Malika
Franca Donà astrofelia
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La sera aveva l’odore di ninne nanne lontane
oltre quel lembo di cielo che cullava negli occhi
quando il dolore era troppo forte anche per piangere
e i lividi sul corpo smagrito schiacciavano il cuore.
Malika sfiorava le stelle con dita leggere
sognando uno sguardo di mamma, una carezza almeno,
per cancellare l’orrore delle violenze subite
le mani oscene, quel male atroce e la vergogna.
- Le hanno insegnato a mendicare davanti le chiese,
a star zitta e muovere i fianchi, a dire “grazie signore”-
Malika e i suoi tredici anni
rovi di more tra i capelli e fiordalisi in corsa nel vento
l’acqua del fiume come uno specchio rotto
rimanda indietro solo fiori spezzati
ma l’amore che ancor muove l’Universo
raccoglie le lacrime e le tramuta in stelle,
e ora Malika guarda scorrere il fiume e i fiori bianchi
in cui finalmente brillano i suoi sogni di bimba.
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Franca Donà astrofelia
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