Pioveva tanto
Hariseldom
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Accidenti se pioveva quel giorno
tempo da far saltare i gatti sulle gocce
tempo che uccideva i ragni sulle foglie
mentre io pascolavo amori immaginari.
Sandokan era sotto Topolino
Mandrake aperto sul comodino
e quei compiti da non rispettare
se non per colpa del Vietnam.
Pioveva come piove alle volte al mare
con i lampi che aprono lenzuola
e donne nascoste sotto le pensiline
in cerca di dottori da curare
così è la pioggia a Pescara.
Il treno sbuffava scarabocchi
e non si vedeva una carrozza di zingari
solo un vigile diretto ad una amante
di quelle che poi non pretendono un divorzio.
Ma io ero solo un Battisti
anche se non sapevo andare in moto
e nemeno in bicicletta
anche se ero fermo alla tastiera
di quella maledetta Olivetti lettera 32.
Se poi più tardi andavo alla riunione
con le prediche di mia madre
e quei silenzio di mio padre
tra ciclostili e fumose stanze
noi si doveva cambiare il mondo
ma...
pioveva e non avevo che un ombrello rotto.
Santa pazienza da passare in rosticceria
in via Cesare Battisti quei supplì
roba che diventi anche fascista
se non ti danno corda i padroni.
Pioveva tanto
una pioggia da gatti affranti
da funerali di viandanti
mentre al cinema San Marco
davano "If" che sapeva di rivoluzione.
Pioggia da andare ad una festa
quelle dove non fanno andare i poveracci
fingono d'essere rivoluzionari
questi marxisti leninisti di buona famiglia
e maledetta pioggia
se non gli fotto le ragazze
se lo meritano questi borghesi puzzolenti.
Pioggia e pensi a domani
quando diventerai grande
e il mondo sarà cambiato
e avrai tutte le donne che vorrai
e... l'ombrello, me lo hanno fottuto
due lampi e un osso di prosciutto
si nasce poveri, si rimane poveri
e quando si muore
magari piove.
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