Radice del mio stesso albero
Marinella Fois
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Ti ho incontrato, era autunno.
Hai baciato la falsa indifferenza
che dal profondo dell’anima, il nome tuo invocava.
Avrei voluto sussurrati il mio amore,
soffocato da un grido muto:
il sipario era calato su noi,
unici protagonisti della commedia della vita.
Il tuo sguardo mi ha bevuta,
prosciugando il lago del cuore
mi ha seguita oltre la vetrata,
ma, tu uomo, sei rimasto immobile
sullo stipite di una porta,
aperta al pianto del mio passo
che calpestava il tuo
ancora umido di orgoglio.
Quanto ti amo? Non lo saprai mai!
Il sarcasmo ha chiuso i battenti all’amore,
ha aperto i sigilli alla presunzione.
Chi sono io per te?
Sono meno di una foglia staccata dal suo ramo,
o del volo del vento
o un concerto senza musica?
Sono andata, senza sentire i passi sul selciato bagnato.
Una pioggia compassionevole si poggiò sul viso
confondendo le lacrime,
mentre la brezza del vento, sfiorandomi,
le spargeva ai passanti
ignari dell'anima estinta.
Il cuore non era più,
era imploso nello stesso attimo
che la nostalgia di te mi aveva avvolta
nella gelida coperta di bruma malinconica.
Ah, se solo avessi fermato il passo!
Sarei stata caldo nido dove accogliere il tuo amato volo.
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L'autore
Marinella Fois
Marinella Fois nasce a Portoscuso (CA) il 25/08/1943 e risiede a Sestu(CA). Ama la vita, i suoi colori, i suoi profumi . Si definisce “gabbiano solitario”, scrive i percorsi della vita con la penna del cuore. Scrive poesie, racconti, lettere. Ama il teatro, per il quale ha scritto una piccola sceneggiatura in diale
Commenti (1)
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Francesco Rossi24 ottobre 2016
Pur essendo una poetica impegnativa sia per il contenuto che per la quantità degli elementi poetici inseriti senza alcuna ripetizione. Ottima prova

