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Sociale 26 ottobre 2016 · lettura 2 min · 1278 letture

Gente di buona famiglia

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Scusate signori se siamo cialtroni non ci giudicate per quattro mattoni siamo persone di buona famiglia e i negri non ci sono graditi. Permette maresciallo non siamo arrabbiati siamo piuttosto cittadini modello le nostre prigioni son piene di soldi le nostre pattumiere son fatte di gigli. Scusate ma quelle donne non le vogliamo son negre e puzzano di povertà se fuggono dalla guerra non è colpa nostra a loro vendiamo solo munizioni di buona fattura. Mio figlio ha diritto al suo motorino per colpa di questi stranieri finisce che gli rubano il posto. Scusate cittadini siamo noi i cherubini lindi e puliti come bianchi conigli e poi quelle donne per i nostri mariti son tentazione da pizza e fichi. A volte ci picchiano da uomini arditi non siamo fascisti ma il duce non ci dispiace noi votiamo sempre la gente per bene noi paghiamo le tasse e poco evadiamo. Per favore prete non parlare di Cristo sicuramente era uno di Gorino mica un rosso garibaldino. Smettila di ciarlare pure come il Papa vorrei vedere cosa farebbe al posto nostro l'accoglienza fatela a casa vostra da noi si entra solo per fare i turisti. Prete che dici che non siamo cristiani siamo pur sempre cittadini padani.
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Commenti (1)

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Luciano Capaldo26 ottobre 2016

Probabilmente i peccati originali che abbiamo li portiamo avanti dalla nascita e poi ancora oltre. Ci sono verità importanti in questa lirica ma spesso ce ne sono altre non troppo conosciute o forse ignorate volutamente. Credo comunque che la satira impostata dall'autore meriti riflessioni e che vadano però ben osservate tutte le sfaccettature di una realtà che sta divenendo sempre più difficile da gestire specialmente nella solitudine nella quale l'Europa ci ha lasciati. Un messaggio di fratellanza e di ribellione anche contro un comune senso di civiltà spesso latente o altre volte troppo esagerata. La verità spesso sta in mezzo. Complimenti all'autore.