Li rèculi
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L'unica cosa, forse, che sono in grado di aggiungere a questo chiarissimo (pur se in dialetto!) sonetto del Vita è che quando si scrive seguendo le regole classiche si è sempre sicuri di avere composto una poesia, anche se spesso mediocre, mentre prima di dare la patente di poesia ai versi liberi ci sarebbe bisogno di un rigoroso esame, che di solito verrebbe superato soltanto da chi si è precedentemente dilettato (anche magari solo tramite letture poetiche) con la metrica. La patente per condurre camion e bus non si può concedere a chi non possiede già quella per guidare le automobili! E questo lo sapevano bene Rimbaud, Mallarmé, Montale...
Permettetemi di dissentire facendo la mia riflessione, le regole sono giuste e sacrosante ma... Si cambiano le costituzioni e le leggi (e nemmeno queste rispettano tutti) nel tempo... La poesia però mi piace e si legge bene la maestria dell'autore.
Due considerazioni, la prima riguarda la poetica sciorinata con stile, la seconda il contenuto, se tutti ci rifacessimo a regole consolidate che senso avrebbe la scrittura creativa che oggi viene a galla in numerose poesie. Lasciamo liberi gli altri di scrivere, dissentiamo se è il caso ma evitiamo di pontificare in poesia il dogma non esiste.

