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Introspezione 28 ottobre 2016 · lettura 1 min · 2509 letture

Sulle sponde dell’inquieto

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Si duole il mare con voce agitata e sincera e nella sua e mia malinconia si fonde un rimescolio d’intensa e sincera inquietudine sempre al far della sera. La notte non mi spaventa è il buio che mi tormenta, è la lentezza dei giorni che opprime il mio dormire e, sogni inquieti forse per non morire, ma sapeste voi, quanto soffrire.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (7)

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Francesco Scolaro28 ottobre 2016

Una ricercata introspezione per capire i grandi misteri del vivere e del morire con allo sfondo il mare e la notte eterni ambiti misteriosi e suggestivi...

Luciano Capaldo28 ottobre 2016

E' proprio quell'inquietudine che rende la vita più palpabile, quel mistero già dell'alternarsi del giorno alla notte, del buio alla luce che come le maree influisce sul nostro pensare . Profonda lirica che ci rimette al filosofico concetto del comprendere il cerchio della vita. Molto bella.

Eolo28 ottobre 2016

Un sentire nell anima movimenti contrastanti Descritto in mirabile poesia.

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rob ponzani28 ottobre 2016

...due compagni d' infanzia che si ritrovano ...io la leggo così. Bellissima

Maria Luisa Bandiera28 ottobre 2016

La notte a volte porta consiglio ma altre volte scatena nel buio le nostre più profonde paure facendole vibrare e venire a galla inquietando anche i sogni, mentre la sofferenza si fa sempre più grande...

Giovanni Ghione29 ottobre 2016

"sogni inquieti" sono il tormento, molto bene descritto dall'Autore, causato dalla malinconia. Pregevoli riferimenti al mare e al buio complici di questi stati d'animo. Ottime sensazioni!

Matilde Marcuzzo4 novembre 2016

Un dolce stil novo in chiave di poemetto tutto da leggere e da gustare come un buon liquore...è il tumulto del poeta... questo mare... queste descrizioni alte e ben vestite di arte. bravo