Risveglio
Giuseppe Fulco
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Ecco, sono ancora qui, ahimè! Anche se,
mi vedrei bene con il frac, lo ammetto;
sarei stato galante e pieno di me
con cilindro, bastone e doppiopetto.
Ed eccomi dunque, tra le insipide
e smorte virtù che oggi sanguinano
nelle anime meno nobili e avide.
Son triste per coloro che verranno.
Detesto il saluto poco prudente,
il viaggio breve e le medicine;
aborro il vigliacco odiando il potente
e colui il cui far non è fine.
Tuttavia, cerco sempre tra le dita
la melodia di un metro classico.
Rimasuglio sonoro in questa vita
intiepidita un po’ dal verso antico.
©
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L'autore
Giuseppe Fulco
Nasco il 27/02/1980 a Reggio Calabria. Trascorro i primi anni di vita con mia madre e mia sorella. Anni interrotti da brevi incontri con mio padre che per motivi di lavoro si trasferì in provincia di Cuneo pochi mesi dopo la mia nascita. All' età di cinque anni mi trasferìì definitivamente con tutta la famiglia nella
Commenti (1)
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catherine8 novembre 2016
Il risveglio da un bel sogno nel passato riporta alla realtà del presente, povera di quei valori che il poeta cerca di ritrovare nella poesia.
