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Uomini 31 ottobre 2016 · lettura 2 min · 909 letture

L'uomo che parlava alle pietre

Hariseldom 1264 poesie pubblicate
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Ho sempre odiato le camicie bianche le cravatte e gli abiti scuri quando le indossano i ragazzi giovani laureati. Tutti lo chiamavano il pazzo lo vedevano bisbigliare sui muri prendere una pietra dai campi arati e poi parlare, piano, quasi bisbigliare. Lo prendevano in giro dicevano che era il Matto tutti i paesi hanno qualcuno matto tutti i paesi generano follie. Ho sempre odiato le camicie bianche le cravatte e gli abiti scuri quando le indossano i ragazzi giovani laureati. Poco si sapeva di lui la sua casa isolata la pensione da malato la rendita lasciata dalla mamma. Sempre lo stesso vestito scuro sempre la stessa cravatta mai una donna al fianco ora che era morta sua madre. Ho sempre odiato le camicie bianche le cravatte e gli abiti scuri quando le indossano i ragazzi giovani laureati. Nessuno riusciva a sentire le parole poi un giorno parlò più forte e a sentirlo fu una bambina ne rimase colpita alla soglia dell'adolescenza. Il Matto raccontava fiabe alle pietre alle mura di una casa diroccata fiabe di bambini soli fiabe di guerre e di paure. Ho sempre odiato le camicie bianche le cravatte e gli abiti scuri quando le indossano i ragazzi giovani laureati. La bambina, adolescente, quasi donna rimase stupita e raccolse la pietra la pietra era calda tremò nella sua mano. Il Matto si voltò e vide la bambina con il sasso corse verso la collina corse sino alla cima poi sparì e di lui non si seppe più nulla. Ho sempre odiato le camicie bianche le cravatte e gli abiti scuri quando le indossano i ragazzi giovani laureati anche i matti che forse non sono matti sono soli, come quei ragazzi come i venditori di abbonamenti e di pupazzi.
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Commenti (1)

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Silvana Poccioni31 ottobre 2016

Splendida! Il refrain martellante, come un singhiozzo, a scandire le fasi di una vita, come quadri in serie, che raccontano di solitudine e paura, di bisogno d'amore. E quel vestito scuro, mai dismesso dopo la morte dell'unica persona che certo lo amava. Non è pazzia, è soltanto disperata solitudine. E gli occhi della gente a guardarlo, con sguardi ciechi e distorti.