Viali amari

Viali amari dal mesto percorso
sotto un ciel che cinereo
sottolinea il rimpianto...
troppo lune trascorse
e scandite dal pianto.
E laddove da tempo è calato il sipario,
anche il vento spazza amaro
e son gravosi quei passi
tra il filar dei cipressi
donde, ignaro dell’umano dolore,
un gentil pettirosso vi ha posto riparo.
Così strano risuona quel gaio richiamo
tra le lacrime di chi solo rimane
e il cantilenar delle preci
di chi ancor non capacita e né si dà pace.
Angeli e croci s’allineano fitti
in quel settor d’immaturi e infanti...
o quell’accenno di vita che giammai vide luce.
Giustizieri severi pari a tanti gendarmi
e freschi fiori sgargianti ad allietar quei marmi,
e punteggiar di fiammelle
pari a fievoli stelle.
Malinconico al vento delle foglie è lo storno
mentre bigio prolunga assai mesto quel giorno...
su nostalgiche icona ritorna ricordo
e languido velo si posa su sguardo,
lievi sussurri e singulti e di strazio
ridonda quel regno di profondo silenzio...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo2 novembre 2016
Giuste riflessioni dell'Autrice tra passaggi di ottimi versi... Ben riuscite le immagini che ha voluto trasmettere ...laddove da tempo è calato il sipario della vita... Chiaramente si avvertono quei pensieri verso le assenze che la vita ha voluto dettare... ricordi e flebili sussurri tra quei freddi marmi a ricordo di nomi vissuti... Molto apprezzata...

