Decalogo
Io decalogo dei miei doveri, intriso da mille malumori,
sverno il mio colloquiare nelle ipotesi sul tempo.
Navigando senza freni nella vastità della lirica ricompongo tutti
I puzzle scollati.
La fonte della mia ispirazione resta la natura nelle mie mille scoperte,
L’io e i disegni della sorte sono maturi per la recrudescenza.
Il vagar inquieto nelle dottrine delle mille verità mi rende audace.
Tessere lodi al mistero rifugge dalla morte.
Triste e pensoso non sono più la mia sorte.
Quando le vertigini si misureranno nel silenzio,
avrò risposto alla mia quiete.
Nella futura impasse del quotidiano
gratificherò il mare nella sua melodia
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