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Riflessioni 10 novembre 2016 · lettura 1 min · 2698 letture

Quand'era inverno

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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E’ stato il fato a disegnare il destino, o io a percepirlo nel momento sbagliato. E’ stata la troppa luce, ha sgelato il battito quand’era inverno. Ho corso troppo in fretta. Non ho retto. Per mano, una tenerezza ancora acerba. La strada era sdrucciolevole, scivolare è stato facile. La fatica della salita non ha dissotterrato lo sbaglio, e nella notte, il silenzio, non ha disciolto le pieghe di rughe incise su un cuore senza battito vinto dal tempo. Intanto, attendo che il mattino mi ridia la sua voce e un suo respiro
#Mano#Inverno#Notte#Cuore#Destino
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Rita Minniti
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Commenti (6)

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Francesco Scolaro10 novembre 2016

Magica riflessione sul proprio percorso per evidenziare le traversie di una vita che ha visto la protagonista non essere al passo del proprio destino e che per un motivo o per un altro ha perso quasi tutti gli appuntamenti. Ma dice saggiamente la Poetessa il mattino sorge anche per me e mi dara la forza per continuare a vivere.

Giacomo Scimonelli10 novembre 2016

Leggo malinconia nei versi iniziali... essere coscienti della propria vita fino ad oggi nonostante un percorso impervio ...ma la forza di chi non si arrende vive nella chiusa con la speranza viva di riuscire nuovamente a sorridere... versi profondi e melodiosi... apprezzatissima Poesia

Umberto De Vita10 novembre 2016

Un'ottima e lieve malinconica lieve riflessione. A volte il percorso scelto nella vita non è quello sperato, ma bisogna saper reagire. Una poesia che ho apprezzato.

Melina Licata10 novembre 2016

Leggo tanta amarezza in questi versi, per non aver retto, per l'inesperienza, gli eventi di un destino amaro... Amarezza, ma anche speranza per una vita migliore... Molto apprezzata!

Silvana Poccioni11 novembre 2016

Quello che colpisce subito, in questa bella poesia, è il ricorrere della negazione "non", che con spietata consapevolezza segna le tappe difficili di un percorso di vita impervio, costellato di delusioni. Ma, a riscattare ogni sbaglio, inganno, disillusione, c'è la presa di coscienza dell'autrice e proprio con questa lucida presa di coscienza l'errore viene finalmente dissotterrato, per aprire il futuro alla speranza.

Antonio Biancolillo14 novembre 2016

Riflessione ma anche introspezione profonda visto che i pensieri nascono da quell'io interiore che sovrasta l'anima Nella solitudine si crea un incontro tra noi ed il nostro intimo ed è proprio in quei momenti in cui veniamo a piena conoscenza di noi stessi... possiamo poi ingannare il prossimo... far finta di non aver pensato mai... ma la verità la conosciamo ed anche molto bene. Tocchiamo l'irraggiungibile perché solo in quei momenti c'è concesso... L'importante è poi... liberarsene... aspettando ancora un nuovo giorno come ogni giorno... e la poesia... in uno dei suoi aspetti, svolge una gran funzione liberatoria... Malinconicamente dolcissimi i versi... un piccolo affresco d'anima... semplice e lineare... Molto apprezzata...