Fuga dalla condanna astrale
Il suono ipnotizzante dell’onda
scaraventa in catalessi la sabbia.
Un tenero abbraccio di schiuma
l’ammorbidisce, le apre il cuore.
Io divento un granello indifeso
davanti a quel canto squamoso.
Non intendo innalzare barricate
perché è divino lasciarsi amare.
Il calar della sera mi trova nudo
a respirare il sale che mi sbianca.
La luna poi s’adagerà sulla pelle
come se trovasse in me l’alieno...
...sfuggito al giudizio cosmico.
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