Lì, lontano
effluvio di spezie seguendo
e profumo di gigli che brezza salina
in sé accoglie ad annunziare
prossima terra
l’isola apparendo
a mappe sconosciuta di qualunque mondo
di rose intessuto, di palme e orchidee
lì, sul mare lontano
lì, è approdo finale
capolinea e termine,
casa cristallina
da sempre sperata, lì
da millenaria cenere
enigmi e iridi saetta
la Fenice risorgendo
nella veste rifatta, lì
spire disnoda
il serpente assonnato
sui rami attorcigliato
dell’eccelso giardino
di pomi corruschi custode
e d’innocenza
coraggio, vecchio cuore!
©
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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