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Introspezione 13 novembre 2016 · lettura 1 min · 1636 letture

Un infante maledetto

Max Ray Springsteen 20 poesie pubblicate
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Non ho pane per i denti, né bicchieri d’annaffiare ho soltanto pochi semi e qualche lacrima rappresa ma ho trovato un compromesso tra dormire e sanguinare come un’algida candela che nel buio resta accesa. Scrivo d’anime respinte sul confine dell’ignoto di passioni mai sbocciate che diventano rugiada nel rumore del silenzio, ogni giorno ancor più vuoto quando il manto della notte si distende sulla strada. Scorre il fiume dei ricordi tra il Peccato e un Padre Nostro mille donne senza volto che abbandonano il mio letto mentre il fondo dell’abisso già rivendica l’inchiostro per imprimerlo negli occhi di un infante maledetto.
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Max Ray Springsteen
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Commenti (4)

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Merlino15 novembre 2016

una poesia, ancora una, che in un ritmo peculiare all'autore riversa sul lettore emozioni intense. La poesia deve sconvolgere chi legge (la poesia è vertigine), è questa è poesia

moreno marzoli17 novembre 2016

Poesia che vive nei versi tra buio e luce. Pensieri che si dissolvono e rivivono al suono di parole. Versi che emergono dalla delusione di speranze disattese. Versi belli fuori dagli schemi.

picciro18 novembre 2016

E' stata emozione leggere questo componimento, dalle rime accativanti su un tema che riconduce alla vita, alle sue speranze, alle sue delusioni... a lei che pian piano si dissolve, Complimenti al poeta!

Rossi Alessio23 settembre 2017

Indipendentemente dal profilo, da chi sia in realtà questo poeta, e ignorando volutamente il fatto che Tristano non si definisca poeta, ma anzi, allontani con forza questo appellativo, bisogna attenersi ai fatti. Qui c’è metrica, c’è lessico, c’è profondità, c’è musicalità. Per me, questa è poesia e chi scrive poesie, è un poeta.