Vangeli di carta
Pier Giorgio Cadeddu
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Io strega e meretrice,
danzo intorno al fuoco vivo
al suono cupo dei musici di Dio,
mentre voi stupite stretti
dentro i vostri cilici
come i mostri dell’anima più nera.
In questa notte dei corrivi amori
con me attorno al mattino di foglie
cantano donne di pietra
una canzone di morte e di vita,
noi sorelle per sempre
dimenticate fra i grani del rosario.
Ma come non sentite che il vostro tempo è finito
e arriva la pioggia dell’addio?
Per tanto troppo interrogare,
vi ho dato risposte e figli illegittimi
seduta sulle rovine del cuore;
ed ora visiterò in silenzio le vostre pallide coscienze,
i brandelli di carne delle vostre paure;
avanzerò leggera sulla carità dei poveri
parlando alle vostre bambine dei giorni del passero,
delle farfalle colorate sui vetri,
del sogno di un volo che non estingue il sorriso,
e del fumo:
ciò che era legna verde ed eresia
fuse per sempre,
sui vangeli di carta.
©
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L'autore
Pier Giorgio Cadeddu
Commenti (1)
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s
santo aiello13 novembre 2016
Contro ogni tipo di pregiudizio, di bigottismo e anche contro ogni forma di intolleranza dei diversi, di quelli che non combaciano con i modelli stabiliti. Una lirica forte, che sa dove colpire. La strega, il simbolo di ogni male, che poi altro non è che il male stesso dell'uomo, del persecutore. Apprezzatissima.
