Dubbi
Ho speso mille aleatori dubbi e perplessità perché mi sono concesso alla sorte.
Nel campo arato di latitanti insuccessi ho vissuto coartato fino alla morte.
I voli della fantasia hanno annegato il dolore
e la triste menzogna dettata dal cuore.
Libero e accerchiato da vessilli di festa.
induco umiltà a chi mi offre la destra.
Recinti esistenziali i miei nuovi tramonti,
libagioni creative dei caldi orizzonti.
Nella cura dei miei affanni primeggia il rigoroso silenzio,
diaspro e oro nel profumato assenzio.
La religiosa santità dell’onnipotente ha cambiato me stesso penitente.
Nel cielo delle stagioni sono ogni dì presente.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi14 novembre 2016
forse eccessivamente descrittiva ma, un testo che fa riflettere e tiene il lettore sulla corda.
