L’emigrante
Pasquale Farallo
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Da lontano è ritornato stanco e affaticato
ma pur felice che alla fine del suo viaggio
può finalmente riabbracciare la sua sposa,
la stringe forte al petto lungamente
e le pone intorno al collo sorridente
Un’esile fil di perle lucenti come stelle
come in ciel ne ha viste tante, la sera
quando da solo, lontano dalla sua terra
cammina per le strade - deserte - e tutto tace
ché anche l’anima cerca la sua pace...
Ma appena scorge quelle bianche sponde
ode stridi d’uccelli al ghermir del vento
e vede da lontano la sua sposa che l’attende
tra il vociar confuso dei suoi bambini in festa...
Gli si apre il cuore, in frenesia di gioia e d’emozioni
Allora sa ch’è arrivato finalmente al suo paese
tra le sue dolci valli e quei superbi monti
ove gorgheggiano chiare e fresche fonti
e l’acqua sgorga vivida e cristallina
poi rapida s’incammina, anelante al piano
Ma tutto questo ei lascia ogni volta che riparte
- in silenzio - con un groppo in gola e il cuore gonfio
ché gli s’infiamma pure il viso e la lingua duole
eppure, saluta sorridendo dalla nave
col fazzoletto in mano e gli occhi rossi
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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