Reo
E arrivò il timido autunno ad oscurar le stelle,
lo sentivo forte nel cuore e sulla pelle.
Le brume spente della natura,
seccavano il silenzio come una iattura.
Le voci lontane della memoria,
cantavano il loro salmo di gloria.
La sfrontatezza della mia fede mi lasciava agnostico,
così,da non credere che possa tornare un sole dal facile pronostico.
Frasi inebetite cadevan scoscese,
figlie di coscienze povere e indecise.
La vanità di un tempo reo e sbruffone,
lasciavano il posto ad una dolce canzone.
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