La dea della luna
elena rapisa
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Quasi nascosta nel fitto viluppo di ricadenti salici
stava la dea sfidando il tempo,
porgendo ascolto alle lusinghe del vento
la cui voce suadente narrava di terre lontane
Un'edera scura e tenace le aveva tessuto una veste verde
e con sguardo rivolto a levante
attendeva ogni notte di incontrare la luna
Nulla pareva sfiorarla se non l'ombra di licheni quali soffici calzari
e stava immobile chinata a mirarsi, fiera nella sua nudità senza peccato
Quante le notti trascorse ai suoi piedi sperando di coglierla danzante in un raggio
Al pari di lei anch'io attesi e ancora attendo
pur non sapendo più cosa,
una carezza forse o una amata voce
che acquietino questo illuso mio cuore.
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
Commenti (1)
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Francesco Rossi23 novembre 2016
Si noti come il poetare dell'autrice ponga il lettore in posizione di ascolto, e sono sensazioni intime che essa coglie attraverso l'osservare e il meditare. La poesia sciolta si legge con piacere.

