Potrei
Aldo Villa
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È così tremendo
questo mondo mio
che mi sento di combatterlo
in violenza.
Potrei.
E sarebbe facile,
alla pelle, al sangue,
a tutte le mie membra urlanti,
sarebbe facile e magari vincere.
Potrei.
Immagina tu
violenza su violenza,
cadaveri santi per morti ingiusti,
e questo lercio mondo andare a picco.
Potrei.
Ma tu hai visto mai la Morte,
hai visto mai i suoi pennelli
intingersi nel bianco?
Non può.
E tu hai visto mai un Sogno,
hai visto mai i suoi pennelli
intingersi nel rosso?
Non può.
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L'autore
Aldo Villa
Commenti (1)
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Rosetta Sacchi29 novembre 2016
Una forma di ribellione non irrazionale che parte dalla consapevolezza d’un mondo “tremendo” che si dovrebbe combattere allo stesso modo, con violenza, dice l’autore. Non è che un’ipotesi, però, forse formulata con una certa ironia. Certamente è uno stimolo per il lettore a riflettere, un invito ad andare oltre l’ira e la rabbia. E’ ben sottolineato tutto ciò nelle prime tre strofe il cui verso finale è “Potrei”. Ma la vera bellezza di questa poesia è data dalle due quartine finali che chiudono con “Non può”. L’autore stesso risponde ai suoi interrogativi. E lo fa con i colori “bianco” e “ rosso” e lo fa contrapponendo la Morte e il Sogno, non la Morte e la Vita. Forse perché nella Vita è insita la Morte ed è insito il Sogno”?

