Il torrente
Argenteo, brunito, scorreva
baldanzoso dalla montagna
poi stanco s'addormentava tra i rovi
si risvegliava in cascata
nel tonfo richiamava animali
assetati, accaldati, curiosi,
a tratti allargava il suo letto
ove raganelle in concerto
a volte azzittite da sassi di bimbi
Più a valle lasciava una vena
sgorgare in un lavatoio
e il rumore decifrato a telegiornale
Oggi al suo posto una strada
e schiacciato, disperso in mille rivoli
alcuni fumati dal sole
altri nascosti in gallerie segrete
Raro ma quando qualche stagione
fa piangere a dirotto le nuvole
le lacrime in decoro al dileguo
cercano la loro ruga a guidarle
questa ostruita dal maquillage vanitoso
e in slavina il pesante trucco sul viso
e zombie allo specchio
orrori a guardarsi
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