Di pelle mi svesto
Ricciolo bruno
che virile richiama
il mio capriccio
sapore di voglia
ardente mi scuote
-pelle su pelle-
mi baci la curva
della schiena
dal collo al coccige
e risali
-pelle con pelle-
con le mani ricami
aureole al mio profilo
trame di stelle
sul mio corpo pulsante
-pelle dentro pelle-
di essa mi svesto
mi inarco e non ti guardo
mentre fessura d’ardore
vìoli bramoso
ma ti sento e godo
nell’amalgama nostro
di carni vive e nude
©
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L'autore
Zima
Commenti (3)
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R
Raffaella Picotti14 ottobre 2007
poesia d'ardore emozionante densa di pelle e carne fluida intriga e seduce
Carolina Villani Bidibambina14 ottobre 2007
... la pelle chiama... e la sensualità sfocia soavemente nella sessualità, quando ad esprimerla è un'intensa passionalità poetica
S
Semplicemente Lulù15 ottobre 2007
Non riesco a vedere molto l'autrice in questa veste. Un pò mi imbarazza, però credo sia riuscita appieno ad esprimere la sua carica sensuale.

