Musa
Voglio essere forte
e scriver poesie
che scaldino il sangue
Voglio essere forte
e piegare la carta
al volere d’inchiostro
Marchiare
parole
che non siano vuote,
parole
che pesano.
Pensa,
la vita corre
e fugge via dalle dita,
come sabbia
dal vento mossa
Ma sul quel turbine
di granelli sottili
voglio costruire
i miei versi.
E tu, che di parole ti nutri
dimmi che fare
quando si è vuoti
e la ruvida carta
incapaci a sostenere
Che fare
quando l’inchiostro
sembra sbiadire
prima che ossidi
l’anima
e il tuo volere.
Non più
tra spazi bianchi
voglio nascondermi
(mi aspetteresti, comunque)
Non più
la penna affilata
tesserà
con otto dita
le mie catene.
E tu, che di parole abusi
non navigherai nel mio silenzio
quando la tua tempesta
attraverserò
con mani salde
sul timon delle sacre parole.
©
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Commenti (1)
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Giuseppe Vullo7 dicembre 2016
La musa che ci nutre di parole e di versi. La musa che ci nutre l'anima, il cuore e la mente. Riempire i silenzi, marchiare con inghiostro fogli ruvidi, finché ci addormenteremo stanchi e felici, di essere approdati nel paradiso dei poeti, in compagnia della sensuale musa!
