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Riflessioni 5 dicembre 2016 · lettura 1 min · 804 letture

L’artefice della mia vita

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Mura Roberto 16 poesie pubblicate
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Leccio Faggio, Rovere, Frassino, si trasformano in fuoco e cenere nel camino, rischiarano la cucina con il furore della loro anima che brucia via nell’infinito. Annientato bosco di stracci, il cortile confine si fa buio, e le nuvole si apprestano alla notte. Quando si muore l’anima forse si quieta rischiara però gli occhi di lacrime, in chi rimane, si tace per sempre l’affanno, del respirare affanni. Vedo la luna accendersi tinta di uno eccentrico colore, lo stesso della fiamma, tra il rosso e l’azzurrino, così sarà pensavo, quando morirà mia madre. La luna fiorirà dei suoi colori, ed io distante non potrò abbracciarla E dirle che comprendo il suo interminabile sacrificio. sei stata immensa, ed io silente, però da madre sai quanto ti voglio bene. Ad ogni incontro cingo il tuo vecchio corpo con le braccia Per consegnarti abbracci Che ti riscaldino nelle sere in cui osserverò la luna, immaginando di abbracciarti ancora.
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una vecchia madre, lontana, è il desiderio di esserle vicino per sempre

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Mura Roberto
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