Una nenia sacra
A balzi di miele e porpora
separa il cielo il confine delle parole,
tumefatte scie d'eccitazione.
Cresce la difesa di bossi e siepi,
tanto reclamano i simulacri della terra
che forte sbandiera sui negri pensieri
l'opulenta crocifissione del sole.
A sfuriate di venti demagoghi
cresce l'ostinata petulanza della sera,
rinverdiva già la promessa cerulea
di un antico scampanio lontano.
E saliva al monte la nenia sacra
delle canne frastornate dei camini.
Seppe nel ritornello d'acqua la risposta
che il leccio e l'ontano beffavano
le girandole sempre eguali delle stelle.
Bruciava il rogo mansueto della notte.
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